Il nemico di ogni donna: la ritenzione idrica



La ritenzione idrica è un disturbo piuttosto diffuso, che colpisce con diversa intensità milioni di persone, soprattutto donne.
In medicina il termine "ritenzione idrica" viene utilizzato per indicare la tendenza a trattenere liquidi nell'organismo. Il ristagno di questi fluidi è generalmente superiore nelle zone predisposte all'accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).
Il segno principale della ritenzione idrica è l'edema, una condizione in cui l'accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell'alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.
Proprio per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sopravvalutato. Molte donne infatti attribuiscono erroneamente alla ritenzione il proprio sovrappeso ignorando che, in assenza di patologie importanti, il contributo della ritenzione idrica sull'aumento di peso è tutto sommato marginale.






Ci sono diversi tipi di ritenzione idrica, ovvero:
  • Ritenzione idrica primaria o circolatoria: dovuta dal malfunzionamento del sistema venoso e linfatico, provoca l’accumulamento di liquidi tra una cellula e l’altra, causando tumefazione dei tessuti e conseguente dolore.
  • Ritenzione idrica iatrogena: dovuta all’abuso di farmaci.
  • Ritenzione idrica alimentare: dovuta a una alimentazione scorretta (eccesso di sodio) e anche a una condotta di vita scorretta (poca attività fisica, solita postura…).
  • Ritenzione idrica secondaria: associata a patologie come insufficienza renale, cardiaca, ipertensione arteriosa, linfedema.
La cura della ritenzione idrica si basa sulla correzione delle cause che hanno dato origine al disturbo. Alcune abitudini poco salutari contribuiscono ad aggravare la situazione (fumo, eccessivo consumo di alcolici, sovrappeso, predisposizione per i cibi salati, abuso di farmaci e caffè, abiti troppo stretti, tacchi troppo alti e rimanere a lungo in piedi senza muoversi).




La cura e prevenzione migliore di tutto è avere una vita sana, un insieme quindi di questi fattori:
  • Bere molta acqua
  • Praticare regolarmente sport
  • Seguire una dieta sana e ipocalorica
  • Non fumare
  • Non bere alcolici
  • Cambiare frequentemente postura e combattere la sedentarietà.



1. L'arma migliore per combattere la ritenzione idrica: l'attività fisica

Il movimento, purché sia eseguito regolarmente e con razionalità, contribuisce infatti a riattivare e rinforzare il microcircolo.

Secondo molte fonti mediche "L'esercizio più indicato in questi casi è una sana e tranquilla passeggiata in quanto la corsa, l'aerobica, lo spinning, il sollevamento pesi, e più in generale gli sport che prevedono frequenti impatti con il terreno sono invece controindicati". 

In realtà, pur non essendo un medico, in base alla mia esperienza, ritengo che questo approccio possa migliorare sì l'aspetto circolatorio, ma allo stesso tempo produrre la perdita di tonicità, dato che "la passeggiata della salute" io la consiglierei solo alle persone anziane.

Diversamente reputo che sia possibile utilizzare i giusti accorgimenti per continuare ad allenarsi anche con l'utilizzo dei pesi, privilegiando l'aspetto circolatorio. Ad esempio alternando tra le varie serie, alcuni esercizi anti-stasi per stimolare il ritorno venoso dagli arti inferiori a quelli superiori (es. spaccata e verticale). 





*Si tratta di una serie di esercizi di ginnastica praticati in posizione distesa muovendo le gambe “a bicicletta”, le caviglie in flessione-estensione, le caviglie in rotazione, le dita dei piedi in prensione-rilasciamento.

Inoltre reputo sia molto utile il ricorso ad  esercizi propriocettivi e di mobilizzazione della caviglia indicati in caso di ritenzione idrica causata da insufficienza venosa (Esercizi che io pratico al termine di ciascuna seduta di allenamento che interessi l'attività cardio o l'esercizio anaerobico per gli arti inferiori). 

Infine, al termine della seduta allenante, lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto, favorisce il ritorno venoso e l'eliminazione delle tossine prodotte.

Altro accorgimento da me utilizzato è quello di terminare la doccia dopo l'allenamento, con un getto d'acqua fredda alle caviglie e infine l'applicazione di una crema effetto ghiaccio ( che grazie al massaggio di applicazione) può produrre sollievo. 




 

2. L'alimentazione anti-ritenzione

Una dieta ad alto contenuto di scorie (fibra alimentare) aumenta la motilità intestinale ed allontana il pericolo di stitichezza, un disturbo che ostacola il deflusso venoso a livello addominale.
E' quindi importante consumare molta frutta e verdura ed in particolare quella ricca di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza, meglio conosciuta come vitamina C, sono: alcuni frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti ecc.), e alcuni ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni).


L'acqua deve diventare una fedele compagna. Una corretta idratazione è infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la ritenzione idrica. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al giorno.

Seppure il caffè contenga potere energizzante, consiglio di diminuire l'assunzione di tale alimento a 1 volta al giorno, dato che la caffeina ha impatto negativo sulla componente circolatoria.



3. Cure naturali


La natura sa offrirci molti rimedi naturali: per quanto riguarda la ritenzione idrica ci sono alcuni alleati naturali che potete provare. Per quanto riguarda la fitoterapia invece troviamo:
Centella asiatica: volgarmente conosciuta come “la tigre del prato”, la centella fa parte della famiglia delle Apiaceae e fa parte della tradizione medica indiana. Viene impiegata nei trattamenti che interessano vene, cellulite, crampi ed emorroidi.


 
Mirtillo: i frutti delle piante della famiglia delle Ericacee sono ricchi di sostanze che favoriscono la circolazione sanguigna, in particolare la fragilità capillare.
 
Pungitopo: il pungitopo, nome scientifico Ruscus Aculeatus, è un arbusto sempreverde e basso appartenente alla famiglia delle Ruscaceae. Presenta dei frutti simili a bacche rosse ed è usato, in medicina, come un ottimo diuretico, antireumatico e antiinfiammatorio. Presenta caratteristiche simili alla vitamina P che rafforzano le pareti dei capillari sanguigni.
 
Vite: i semi di vite rossa sono molto utili in ambito medico, poiché da essi vengono estratti flavonoli (composti di origine naturale), aventi capacità antiossidanti, antiradicali liberi, vaso protettive consigliati per combattere le emorroidi e per ristabilire la funzionalità del circolo sanguigno.
 
Tisane a base di betulla o tarassaco: utilizzate contro la cellulite per le loro qualità diuretiche, drenante linfatiche, antisettiche delle vie urinarie ed anti-infiammatorie.
 
Fucus: queste alghe, appartenenti alla famiglia delle Phaeophyta, sono utilizzate soprattutto come decotti perché lo iodio in esse contenuto stimolano il metabolismo accelerando lo scioglimento dei depositi di grasso.


Pilosella: nota come lingua di gatto, la pilosella presenta proprietà diuretiche e drenanti, che permettono di trattare gli inestetismi da accumuli adiposi e di liquidi, come cellulite, caviglie gonfie, edemi e, per l’appunto, ritenzione idrica.
*Curiosità varie : 
L’eccessiva esposizione al sole estivo causa un surriscaldamento dei tessuti, con lesione diretta della pelle (bruciatura= invecchiamento) e vasodilatazione prolungata delle vene (che tentano di abbassare la temperatura=dilatazione dei calillari).  Se la situazione delle gambe è già in parte compromessa, il sole è in grado di aggravarla e farla precipitere.
Per chi lavora molte ore in piedi o seduto (o guarda la televisione per ore), e non ha altra soluzione curativa, anche brevi periodi passati con le gambe in elevazione possono migliorare le condizioni circolatorie. Da ricordare però che stare seduti con le gambe su uno sgabello non è la stessa cosa che elevare le gambe in posizione distesa, ma anzi può peggiorare la stasi.
Per chi ha tendenza agli edemi può essere utile sollevare i piedi del letto di 10-15 cm., ma questo non può essere fatto da chi soffre di insufficienza cardiaca e respiratoria.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/ritenzione-idrica.html

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